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D. 29/03/2006 n. 81

- compresi la copertura di tratti appartenenti al reticolo idrografico minore, minuto e di bonifica - non deve comunque alterare il regime idraulico delle acque nè alterare eventuali elementi naturali fisici e biologici che conferiscono tipicità o funzionalità all'ecosistema fluviale; si prescrive, inoltre, che ogni modificazione morfologica è subordinata al parere favorevole dell'Autorità idraulica competente; in relazione all'art. 4.5 del P.T.C.P., il progetto proposto ricade, nella zona prossima all'area Cantagallo, in zona ad alta probabilità di inondazione; a tal proposito si prescrive che, in fase di progettazione definitiva, venga posta particolare attenzione a tali aspetti: in particolare si dovrà evitare di non incrementare, con la nuova opera, il rischio idraulico, garantendo inoltre coerenza con la pianificazione degli interventi di emergenza e di protezione civile; si evidenzia che gli interventi che riguardano la via Ronzani ricadono in un'area inondabile con tempi di ritorno 200 anni: la progettazione definitiva dovrà tenere conto della protezione dal rischio idraulico e della compatibilità con gli interventi di messa in sicurezza idraulica dell'area latistante di prevista nuova edificazione in compatibilità con la pianificazione di bacino; si dovrà valutare, in sede di progettazione definitiva, gli effetti dell'intervento sia durante la fase di realizzazione, in cui si prevede l'aggottamento di tali acque, stimando i volumi e individuando il recettore finale, sia durante la fase di esercizio in cui si potrebbe verificare l'effetto diga con l'ulteriore innalzamento della falda superficiale a monte dell'intervento, parallelamente alla strada; lo scarico di tali acque pompate in fase di cantiere dovrà essere autorizzato dalla Provincia di Bologna, ai sensi dell'art. 111 della legge regionale n. 3/1999, previa verifica di compatibilità; per quanto concerne il sistema di drenaggio delle acque reflue di origine meteorica e di origine accidentale (sversamenti, acque di spegnimento di eventuali incendi, acque di lavaggio della piattaforma, ecc.) dell'infrastruttura, si dovranno prevedere presidi a tutela dei corsi d'acqua e della fognatura e nello specifico prevedere, in fase di progettazione esecutiva, saracinesche idrauliche all'immissione dei reflui nella fognatura e all'immissione dei reflui provenienti dai bacini di laminazione nei corsi secondari che scaricano immediatamente nel sottostante fiume Reno; la regimazione idraulica delle acque meteoriche di piattaforma stradale dovrà essere progettata conformemente alla D.G.R. n 286/2005 ed alle linee guida in corso di emanazione; dalla progr. km 2.1 alla progr. 3.9 in cui è previsto, per la regimazione idraulica, la raccolta delle acque meteoriche ed il convogliamento a sistemi di trattamento (sedimentatone, disoleatore e impianto di fitodepurazione), si prescrive la necessità di prevedere i manufatti di controllo (sedimentatore/ disoleatore), completati con sistema di chiusura manuale, a monte delle vasche di fitodepurazione; il progetto esecutivo del sistema di raccolta e trattamento delle acque di origine meteorica e degli eventuali sversamenti accidentali dovrà essere approvato dall'Amministrazione comunale di Casalecchio di Reno; la gestione e la manutenzione degli impianti di trattamento (presidi idrici), così come del sistema di raccolta e drenaggio, sarà a carico ANAS SpA.; il progetto definitivo dovrà, quindi, contenere il «piano di gestione, manutenzione e verifica di funzionalità del sistema di drenaggio, invaso e trattamento delle acque di origine meteorica e degli eventuali sversamenti accidentali»; in particolare la manutenzione degli impianti dovrà essere garantita con una cadenza minima di 4 volte all'anno; per quanto attiene alle interferenze dirette tra i manufatti e le aree appartenenti al demanio idraulico dei corsi d'acqua pubblici, prima della esecuzione dei lavori dovranno essere ottenute le autorizzazioni necessarie in base alle vigenti normative in materia di polizia idraulica, previa verifica dei relativi progetti definitivi da parte dell'Autorità competente; per l'approvvigionamento di acqua non potabile è da evitarsi la perforazione di nuovi pozzi e si ritiene quindi necessario prevedere l'uso di acque superficiali. Rumore in fase di redazione del progetto definitivo, si dovrà produrre uno studio di impatto acustico di dettaglio dell'esercizio dell'opera per un orizzonte temporale superiore ai 10 anni dall'entrata in esercizio rispondente alla normativa regionale, che evidenzi il rispetto dei limiti normativi, senza interventi diretti sui ricettori, coerentemente con quanto dichiarato nello studio: «la configurazione geometrica rende possibile la bonifica delle situazioni di criticità mediante interventi di contenimento del rumore lungo il tracciato dell'infrastruttura ». Dovrà essere previsto, inoltre, anche il monitoraggio dell'efficacia delle misure di mitigazione realizzate; lo studio dovrà fornire almeno: dati input in termini di veicoli/h medi diurni e notturni, percentuale veicoli pesanti, velocità (leggeri e pesanti). Tali dati dovranno essere coerenti con gli aggiornamenti degli studi del traffico, effetto suolo, caratteristiche acustiche di barriere e trattamenti superficiali (asfalto, pareti, ecc.); lo studio dovrà - altresì - fornire specifiche sulla ricostruzione della sorgente ferroviaria e sulla simulazione dell'effetto della galleria e dei pannelli fonoassorbenti previsti come copertura; lo studio dovrà contenere l'esplicitazione della taratura della simulazione (nello specifico la differenza tra il valore misurato e il valore simulato nei punti di taratura) e le eventuali correzioni applicate alla modellazione e l'attendibilità della simulazione; lo studio, per tutti i ricettori all'interno delle fasce di pertinenza, dovrà fornire i livelli sonori in facciata per il periodo diurno e quello notturno almeno per il punto più esposto. Si richiede inoltre la stima dei livelli sonori equivalenti, per i periodi diurni e notturni, per i ricettori maggiormente significativi all'esterno delle fasce, considerando anche le rimanenti sorgenti sonore al fine di verificare il rispetto della zonizzazione acustica: tali dati dovranno essere forniti in forma tabellare con il raffronto dei limiti derivanti dalle infrastrutture di trasporto e quelli di zonizzazione acustica, considerando lo scenario di progetto con e senza mitigazioni e lo scenario tendenziale; lo studio dovrà fornire motivazione adeguata ai sensi della normativa vigente degli interventi diretti sui ricettori; lo studio dovrà fornire, inoltre, mappe di sufficiente dettaglio per lo stato di fatto e per quello di progetto con e senza mitigazioni con le principali sorgenti sonore e tutti gli ostacoli alla propagazione, nonchè sezioni acustiche dei punti maggiormente significativi (viadotti, gallerie, trincea, rilevato, ecc); nelle sezioni si dovranno vedere i ricettori prossimi all'infrastruttura per lo stato di fatto e di progetto con e senza mitigazioni; dovrà essere previsto, inoltre, anche il monitoraggio dell'efficacia delle misure di mitigazione realizzate; in riferimento al cantiere si prescrive la realizzazione di uno studio di impatto acustico di dettaglio, finalizzato ad esplicitare per quali ricettori non saranno rispettati i limiti previsti nella D.G.R. n. 45 del 21 gennaio 2002 per le attività di cantiere e quale sarà la durata temporale prevista dei superamenti e la loro entità; in fase di redazione del progetto definitivo, vanno previste tutte le misure di mitigazione dei livelli di rumore possibili; in particolare per i cantieri fissi va valutato se esistono possibili alternative di localizzazione; dovrà essere effettuata la caratterizzazione del clima acustico in fase di cantierizzazione delle aree dei cantieri principali, delle piste di cantiere e del loro innesto sulla viabilità locale; la documentazione dovrà contenere:

- la definizione della tipologia di attività di cantiere (cantieri principali, piste di cantiere e loro innesto sulla viabilità locale, viabilità di approvvigionamento dei materiali dalle cave);

- l'individuazione particolareggiata della collocazione delle varie sorgenti sonore e della localizzazione delle attività rumorose;

-l'indicazione in dettaglio delle lavorazioni eseguite, delle sequenze temporali in cui avvengono, delle macchine utilizzate e dei livelli sonori prodotti:

-l'individuazione di una giornata tipo, rappresentativa delle condizioni di massima rumorosità per i ricettori più esposti;

-le indicazioni del periodo di riferimento, diurno/notturno, in cui avvengono le lavorazioni;

- l'individuazione e la caratterizzazione di tutti i recettori presenti nell'intorno e potenzialmente oggetto di impatto;

-la caratterizzazione acustica della situazione ante-operam;

-la caratterizzazione acustica dei livelli sonori durante le attività di cantiere, effettuata con appositi modelli previsionali del rumore: in una eventuale schematizzazione delle sorgenti risulta accettabile il concetto di baricentro acustico, purchè riferito ad una singola lavorazione e non all'intero cantiere. L'altezza del baricentro dovrà comunque cautelativamente coincidere con l'altezza della sorgente più rumorosa di ogni singola lavorazione;

- il parametro di riferimento per la caratterizzazione acustica è il Laeq misurato in facciata del ricettore più esposto, al primo e all'ultimo piano;

- sulla base degli studi di cui sopra si dovrà valutare la necessità di introdurre eventuali mitigazioni acustiche, sul cantiere e sui ricettori: le azioni attivate dovranno consentire il rispetto dei limiti sonori previsti dalle normative vigenti. Suolo e sottosuolo qualora accidentalmente si dovessero verificare sversamenti di sostanze inquinanti nel suolo, si dovrà darne immediata comunicazione al Comune di Casalecchio di Reno e all'ARPA territorialmente competente; per eventuali trattamenti a calce, dovranno essere indicati dove verranno ubicati i depositi della calce e le loro caratteristiche ed individuati i mezzi spandicalce che verranno utilizzati e gli accorgimenti e/o precauzioni che saranno adottati laddove tali trattamenti siano effettuati in prossimità di abitazioni. Controlli, monitoraggio e compensazioni si prescrive un piano di monitoraggio, della fase di cantiere e della fase di esercizio, con l'individuazione dei punti e delle modalità di monitoraggio ipotizzati; le prescrizioni dovranno essere verificate attraverso una campagna di monitoraggio strumentale da realizzarsi durante la realizzazione dell'opera, ad opera e mitigazioni realizzate e, sulla base dei risultati ottenuti, dovranno essere assunte le necessarie determinazioni conseguenti; il monitoraggio in fase di cantiere dovrà definire il protocollo con il quale si provvederà (oltre alle matrici investigate, ai punti e alla periodicità di campionamento, ecc.) ai tempi di elaborazione dei dati ed ai destinatari delle informazioni e dei risultati nonchè alla definizione dei criteri che verranno adottati affinchè il monitoraggio, durante l'opera, possa essere efficace sia a rilevare criticità che ad intervenire immediatamente a rimuoverne le cause; resta inteso che il monitoraggio dovrà essere predisposto in maniera tale da potere essere utilizzato anche come fonte di informazione per la popolazione interessata. Archeologia si dovranno concordare, con la competente Sovrintendenza, le specifiche strategie di intervento nei singoli settori, per tutelare la corretta identificazione e conoscenza degli eventuali resti archeologici portati in luce: si anticipa comunque l'ineludibilità di sondaggi preventivi mirati e di controlli in corso d'opera sull'intera area interessata dai lavori in progetto; compatibilmente con le condizioni geomorfologiche del terreno, dovranno essere effettuate preliminarmente prospezioni geofisiche, secondo modalità ed esigenze da concordare con la Soprintendenza competente. Cantierizzazione si dovrà garantire, durante le fasi di cantierizzazione, la fluidità e la sicurezza dei collegamenti veicolari e ciclopedonali sulle direttrici di traffico via Porrettana e via Marconi interessate - rispettivamente -dalle opere denominate «Cavalcavia Porrettana» e «Galleria artificiale» eventualmente mediante la predisposizione di itinerari alternativi; si dovrà sviluppare adeguatamente la progettazione definitiva delle aree dei cantieri, delle piste di cantiere e del loro innesto sulla viabilità locale; per quanto attiene le aree dei cantieri al fine della protezione dagli inquina menti accidentali, dovrà essere evitato l'interramento di contenitori destinati all'immagazzinamento di sostanze o preparati pericolosi, carburanti e rifiuti, preferendo l'installazione di depositi epigei; qualora l'interramento fosse necessario dovrà essere prodotta la relazione descrittiva e quella idrogeologica per i manufatti; si dovrà definire la presenza di ricettori prossimi alle zone operative ed alle piste di cantiere: si precisa in generale - che, se tecnicamente possibile, dovrà essere sempre presa in considerazione la possibilità di installare barriere antirumore definitive o provvisorie e reti antipolvere, in particolare in presenza di situazione di particolare cilticità (ad es. trattamenti a calce, demolizioni, ecc.). Autorizzazioni resta fermo che tutte le autorizzazioni, necessarie per la realizzazione delle opere in oggetto della presente valutazione, dovranno essere rilasciate dalle autorità competenti ai sensi delle vigenti leggi. Altre prescrizioni si dovrà procedere all'aggiornamento dello studio trasportistico della «Nuova Porretana»: a tal fine si prescrive di effettuare l'aggiornamento del predetto studio che contenga i seguenti elementi:

 

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